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in visita a… I Veroni

Il giorno 25 ottobre, in una splendida giornata di inizio autunno, alcuni sommelier della Delegazione A.I.S. di Firenze, guidati dal Delegato Massimo Castellani, hanno visitato l’azienda “I Veroni” di Pontassieve, ricevuti cordialmente dal suo titolare nonché storico proprietario Lorenzo Mariani. La giornata, trascorsa in una atmosfera di assolata serenità e di impeccabile ospitalità, è stata l’occasione per visitare non solo le cantine di fermentazione e maturazione del vino, ma anche gli antichi e ariosi locali di affinamento del vinsanto, situati con i loro caratelli, vecchi e nuovi,  come da tradizione nel sottotetto dell’ala più alta del corpo centrale della fattoria; soprattutto si è conclusa con la degustazione  dei vini de’ “I Veroni” i cui nomi commerciali a partire dal 2014 sono stati modificati in Domi per il Chianti Rufina e Quona per il Chianti Rufina Riserva, in omaggio ai luoghi di provenienza con anche una diversa definizione della veste grafica delle relative etichette per una loro ancor più chiara riconoscibilità.

Diverse le annate assaggiate, alcune risalenti nel tempo e di tutte in appresso diamo pronta contezza.

Per chi non lo sapesse siamo nella località della Rufina che il disciplinare del Chianti definisce come specifica sottozona della omonima denominazione, quella posta a est della città di Firenze, da sempre considerata sito di eccellenza enoica, se è vero che già tre secoli orsono con suo espresso Motuproprio il Granduca Cosimo III la inseriva con il contiguo areale del Pomino tra i luoghi di produzione del vino di qualità.

Incastonata nel vero senso della parola nell’urbanistica architettonica della cittadina di Pontassieve, là dove le ultime colline si fanno più dolci e a loro volta si incasellano tra le sponde della Sieve e dell’Arno, “I Veroni” è da anni una piccola azienda gioiello mossa da un unico obiettivo, quello della continua ricerca della qualità. Una ricerca fatta certamente di sguardo proiettato al futuro, senza mai dimenticare però, ma anzi recuperando, la tradizione.

Appena 26 ettari di collina vitata. Un piccolo punto nell’immenso areale geografico del Chianti, eppure un grande centro valoriale in cui passione familiare, impegno, caparbietà, intuizione e fattore umano sono diventati, anno dopo anno, concreti tratti somatici e distintivi dell’azienda, tanto da rendere questa realtà un luogo di riferimento nel panorama del vino Chianti Rufina. Un vino, il Rufina, che per quanto non ancora diffuso in grandissimi numeri, è però oggi sempre più presente nei calici di tanti appassionati e consumatori, contribuendo alla sua capillare crescita commerciale la forza sinergica di un attivo Consorzio, il costante impegno dei produttori iscritti e non ultimo l’impulso dei corpi intermedi di divulgazione, e tra questi l’apporto prezioso di A.I.S. Firenze con le tante iniziative dall’associazione patrocinate e poste in essere.

Nel merito, qualità per “I Veroni”, possiamo dirlo, non è solo una semplice parola, ma una filosofia dello spirito ed una idea dell’ingegno, visto che le 110.000 bottiglie di vino ivi prodotte provengono tutte da vigneti esposti alla migliore insolazione, situati su declivi argillosi misti a galestro e calcare a circa 260 metri sul livello del mare per godere delle fresche e a volte pungenti temperature notturne e di converso della luce diurna e del mitigato effetto termico giornaliero anche favorito dalla presenza dei due corsi d’acqua.

Le vigne sono inoltre tutte coltivate ad elevata densità di impianto, con rinuncia da tempo a qualunque trattamento figlio della chimica e proficuo ricorso a pratiche colturali biologiche certificate, raccolta manuale in cassetta dei migliori grappoli, abbandono infine dei lieviti selezionati a favore di quelli esclusivamente indigeni, fermentazioni di poche settimane all’interno di tini non solo in acciaio, ma anche in cemento ed in legno troncoconici, questi ultimi ritenuti dalla rinnovata e recente equipe enologica come gli unici indicati per la creazione dei vini aziendali più pregiati e destinati all’invecchiamento. E tutto questo nell’ottica della pressoché totale esaltazione del vigneto principe dell’azienda e dell’intero areale della Rufina, sua maestà il sangiovese, il quale orgogliosamente qui nei rossi de’ “I Veroni” si esprime in assolo o, al più, affiancato dai tradizionali rossi complementari, ma sempre con quest’ultimi in piccolissime percentuali.

Il risultato è quello di vini dalla spiccata personalità, lontani dall’idea più comune di Chianti, ricchi di piacevolezza e freschezza, semmai più vicini a certi cugini del Classico e, al pari di molti di questi, altrettanto ricchi di storia, seppur solamente un po’ meno famosi.

 

Massimo Patrone


Chianti Rufina I DOMI 2015

Sangiovese 90%, canaiolo 10%

Trasparente e luminoso manto rosso rubino. Il profumo è nitido e molto fruttato, con lampone e ribes rosso in esordio che virano presto verso ciliegia matura e quasi cotta su uno sfondo di glicine e un lieve tocco speziato di cannella. Ha buona struttura, tannini giovani e leggermente rustici che sorreggono il sorso e contrastano la spinta pseudocalorica.

 

Chianti Rufina I VERONI RISERVA 1996

Sangiovese con un tocco di trebbiano

Si presenta di tonalità rosso granata con sedimenti. Svela al naso un ampio ventaglio di profumi terziari: dalla ciliegia disidratata al fico, pot-pourri di fiori secchi, caramella di rabarbaro, un accenno di carne e di fungo secco. L’acidità trascina in lunghezza il gusto con tannini di natura setosa completamente assorbiti; chiude con persistenti aromi di tamarindo e arancia rossa.

 

Chianti Rufina I VERONI RISERVA 2007

Sangiovese 100%

Rosso granata tenue. Il naso non nasconde l’evoluzione e mostra una ricchezza di frutta in confettura, marasca, susina, anche succo di albicocca e comprende in seguito tabacco, liquirizia e bacche di ginepro. In bocca scorre con linearità, pur dimostrandosi strutturato e dotato di ottimmi tannini esaltati dall’acidità. Ha un percorso lunghissimo e dinamico con sapidità che lascia il campo ad una persistente scia di caramella di frutta ed erbe alpine.

 

Chianti Rufina I VERONI RISERVA 2010

Sangiovese 100%

Ottima tenuta di colore ancora rosso rubino compatto. All’olfatto si esprime con precisione a partire da ricordi fruttati di buccia di pesca e ciliegia polposa, si allarga con erbe balsamiche e note ferrose. L’ingresso in bocca è avvolgente, ha tannini strutturali che creano volume ed anche una certa astringenza. Dimostra potenza più che dinamicità nella progressione gustativa.

 

Chianti Rufina I VERONI RISERVA 2013

Sangiovese 100%

Rosso rubino tenue e luminoso. Il bouquet è in fase di sviluppo e insiste su sensazioni ancora fresche di ciliegia e pesca tabacchiera e violetta; accenna a noce moscata e liquirizia ed una certa ferrosità. L’acidità al palato accompagna tannini progressivi che sfociano in una elegante sapidità. Ha una chiusura lunga e fruttata molto appagante.

 

Chianti Rufina QUONA RISERVA 2014

Alla vista è trasparente e sfuggente per la bassa intensità colorante del rosso rubino, ma al naso è elegantissimo. Note floreali e balsamiche anticipano il fruttato freschissimo di lampone, ribes rosso e persino arancio, dietro cui si affacciano sottobosco e pepe verde. Ha un corpo affilato, si muove con dinamicità e scioltezza spinto dalla vena acido-sapida che affianca tannini fini. La chiusura è raffinata e corrispondente col naso negli aromi fruttati.

 


alcune foto della giornata