Categoria: Focus
Il 25 marzo scorso,
la lezione del corso di primo livello
"visita ad una azienda vitivinicola"
ci ha portato numerosi presso:
- Castello d'Albola
- Castello di Brolio
- Castello Vicchiomaggio
- I Balzini
- Tenute Folonari
La delegazione tutta coglie l'occasione per ringraziare ancora una volta
la gentile ospitalità e la disponibilità con cui ovunque siamo stati accolti in questa piacevole giornata di formazione
Sotto, assieme ad alcune foto della giornata, l'articolo di Stefano Fontani
relativo ad una delle aziende visitate
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Nella prima vera giornata di primavera del 2010, una folta rappresentanza dell’AIS Firenze ha accompagnato i corsisti del I livello presso il Castello di Albola, sito nel pressi di Radda in Chianti. Dopo la calda accoglienza nel cassero del XII secolo ad opera di Paola e Veronique , quest’ultima ha accompagnato i corsisti nella visita dei luoghi aziendali. Nella cantina climatizzata denominata “frantoio” si è constatata la presenza del Chianti Classico in fase di affinamento in botti da 36 ettolitri in rovere di Slavonia. Si è poi transitati dalla cantina naturale chiamata “riservetta”, nella quale si trovano vasi vinari di vario tipo e dimensione, per arrivare alla “barriccaia” che al momento della visita era vuota per ordinarie esigenze di manutenzione (e così anche la cantina naturale più grande). Grazie alle spiegazioni tecniche della Sig.ra Veronique, la visita è proceduta spedita sino a giungere alla vinsantaia, locale dedicato alla lavorazione del Vin Santo del Chianti Classico, la cui maturazione nei caratelli dura oltre otto anni, previo appassimento dei grappoli interi in cassette e fermentazione nei caratelli stessi.
Accompagnati dall’enologo di Albola, Alessandro Gallo, i corsisti hanno visitato la moderna cantina di lavorazione. Le descrizioni tecniche sono accompagnate da commenti relativi al territorio, che meglio inquadrano come il vino non sia un “prodotto” finale avulso dal contesto naturale nel quale l’uva matura. La visita prosegue presso la “vigna del Solatio”, 0,90 ettari esposti a Sud/SudEst coltivati con Sangiovese, piantato nel 2000 ed in produzione dal 2006. Si tratta di una vigna tipicamente chiantigiana, nella quale sono riconoscibili il rossiccio Galestro ed il biancastro Alberese. La pendenza accentuata e la presenza di cordone speronato a circa 70 cm da terra lasciano immaginare che la vendemmia non possa essere meccanizzata, cosa che avviene nella maggior parte degli altri 160 ettari di vigneto; una seconda occhiata al forte declivo conferma che qui i grappoli siano vendemmiati manualmente.
Il pomeriggio prosegue con l’assaggio di alcuni vini, degustati dai sommelier AIS unitamente ai commenti dell’enologo Gallo.
Lo Chardonnay 2008 sorprende per la netta sensazione varietale, con sentori tenui e ben riconoscibili; la buona acidità e la trasparenza, dovuta anche all’altitudine elevata della vigna, ne fanno un vino fine, dallo stile che rimanda a quello borgognone.
Il Solatio 2006 è il vino che proviene dalla vigna visitata, nella quale il particolare clone di Sangiovese prescelto consente di avere una produzione di uva scarsa e di altissima qualità. Tutto questo si trasfonde in ogni aspetto di questo elegantissimo vino (il 2006 è la prima annata, il 2007 non è stato imbottigliato, il 2008 è in divenire), iniziando dal colore rosso rubino vivace per passare ai sentori di ciliegia, sottobosco, violetta, legno di cedro, spezie dolci ed una vena minerale che si ritrova anche al palato, laddove si ha la conferma dalla coerenza di questo vino.
Il Chianti Classico Riserva 2004 si manifesta, nella sua tipicità, con un rosso rubino di buona intensità appena scalfito da striature granato; naso di discreta eleganza con attacco floreale seguito da note balsamiche di legno di cedro e da un’avvertibile mineralità; bocca fresca con tannini ben integrati ed una chiusura di frutta e fiori.
Chiude un assaggio di Vin Santo del Chianti Classico, annata 2000 da Malvasia del Chianti e Trebbiano Toscano, color ambra tipico e naso molto gradevole di agrumi canditi, caramello, miele, mallo di noce; al gusto si presenta deciso e dal finale lunghissimo. È un peccato che la produzione (4.000 bottiglie da 0,5 l all’anno) sia mantenuta prevalentemente per tradizione, perché in questo vino si avverte la storia in generale e la Toscana in particolare.
La giornata si chiude con i saluti ed i ringraziamenti alle Sig.re Paola e Veronique, che hanno accompagnato la visita con cortesia e competenza, e all’enologo Alessandro Gallo, piemontese in terra toscana, innamorato del vino e della terra.